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LA POSIZONE DEI MEDICI ITALIANI NEI CONFRONTI DEL VACCINO

E' singolare: molti medici non si sono ancora vaccinati, e probabilmente non lo faranno nemmeno più avanti.

Quest’atteggiamento, mentre è del tutto accettabile sul piano personale (ciascuno può decidere se vaccinarsi o no), non lo è su quello sociale e deontologico: in quanto condiziona fortemente l’opinione pubblica.

“Se il mio medico non si vaccina – è autorizzata a pensare il paziente – deve avere un buon motivo per non farlo. Evidentemente, da addetto ai lavori qual è, sa delle cose che noi non sappiamo;  perciò non mi vaccino nemmeno io”. 


DUNQUE SI RENDE NECESSARIO UN APPELLO  (ANZI DUE):

Appello ai pazienti e  ai medici (a quelli che si sono vaccinati, e a quelli che non si sono vaccinati)
 

APPELLO AI PAZIENTI

Recandovi nell’ambulatorio del vostro medico di base, chiedetegli se si è vaccinato, o no. Se vi risponde di sì, tutto OK: potete evitare di leggere più avanti ( e di continuare a parlare con lui).
Se invece vi risponde di no, domandategli perché.

Il vostro medico potrebbe dirvi:
“Non mi sono vaccinato per motivi di ordine scientifico: so che il vaccino è inutile/o: non è stato sperimentato a sufficienza/o: è pericoloso perché induce gravi effetti collaterali/o: provoca  gravi complicanze/o: altro). A questo punto fategli capire che è suo preciso dovere trasferire queste sue informazioni ai propri  pazienti, e alle Autorità Sanitarie,  affinchè prendano i provvedimenti del caso.
Il vostro medico potrebbe invece dirvi:

“Non mi vaccino perché non sono un soggetto a rischio: se mi prenderò la suina, vuol dire che me ne starò per una settimana a letto, al calduccio, e poi tutto tornerà a posto”.In questo secondo caso, fategli capire – con garbo, s’intende – che con questo comportamento  sta mettendo a grave rischio la vostra salute. E quella di tutti i suoi assistiti.

Una settimana/dieci giorni di assenza dall’ambulatorio non è  un dramma (nel pubblico ci sono i sostituti, e nel privato si può sempre andare da un altro medico): ma diventa un dramma quando la suina, essendo una pandemia, colpirà contemporaneamente  un grandissimo numero di medici, di infermieri, di personale addetto all’assistenza. La sanità sarà completamente paralizzata. Gli ammalati di suina resteranno senza assistenza medica, ma questo sarà  l’ultimo dei problemi: a restare “scoperti” saranno quegli individui affetti da una delle tante altre malattie che esistono al mondo.
 

APPELLO AI MEDICI

Se  siete tra i medici che si sono già vaccinati contro la suina, per piacere: in ospedale, negli ambulatori, negli studi privati, parlate coi vostri colleghi, e col personale parasanitario, e spiegate loro quali  saranno le conseguenze della loro irresponsabilità. Se  invece siete tra quei medici che non si sono ancora vaccinati, affrettatevi a farlo. 

A meno che, sia gli uni che gli altri, non abbiate dei motivi validi di ordine medico per non vaccinarvi: se è così, avete il dovere di comunicarli alla popolazione, e alle autorità sanitarie Se questi motivi non esistono, in quanto medici siete tenuti ad  assicurare la continuità del servizio sanitario, che nel caso doveste mettervi a letto in massa per via della suina, andrebbe in  tilt. 

Un cittadino in buona salute, che non presenta fattori di rischio (cardiopatie, affezioni respiratorie), può decidere di non vaccinarsi: ma voi, cari medici, anche se siete sani come pesci, non potete fare altrettanto. Perché non siete dei cittadini come gli altri.  Non soltanto i vostri pazienti, ma anche il personale parasanitario, tendono infatti ad uniformare il proprio comportamento al vostro: niente di strano, visto che gli addetti ai lavori, fino a prova contraria, siete voi. Il vostro esempio conta quindi moltissimo.

INFLUENZA SUINA - AH1N1


5 PASSI - PREVENZIONE





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